TECNOLOGIA E INNOVAZIONE PER L’AGRICOLTURA 2.0 DI PUGLIA E BASILICATA. IL FORUM DI MOLFETTA

La capacità di utilizzare e incrementare gli strumenti e le risorse del territorio rappresentano la strada obbligata per la crescita e lo sviluppo. Tra queste risorse, sicuramente il settore primario resta uno dei cardini fondamentali di un percorso che vede il Mezzogiorno in primo piano nello scenario nazionale di un’agricoltura 2.0 che utilizza innovazione e ricerca come strumenti principali per rendere sempre più competitivo nell’economia globale un settore che sta riscoprendo un’antica vocazione, divenendo anche attrattivo per i giovani, con la possibilità di incrementare i posti di lavoro.
Tecnologie di precisione basate sulla robotica e sulla micro-digitalizzazione stanno trasformando un settore considerato maturo fino a qualche tempo fa, in uno dei più moderni comparti economici nazionali dove l’innovazione rappresenta il valore aggiunto della sua rinnovata centralità, soprattutto a difesa di un ambiente sempre più a rischio.
Di qui l’attualità del Forum «Sviluppo economico e comunitario, gli strumenti per la crescita del territorio» del Distretto Rotary 2120 organizzato col Club di Molfetta e svoltosi lo scorso 10 febbraio. «Un’ulteriore tappa del percorso testardo e virtuoso del “Rotary del fare” che vuole approfondire temi di grande attualità e di assoluta priorità economica che rientrano nel merito del “farsi”, delle azioni possibili e delle modalità reali di agire. Un’azione che ha trovato già la strada della concretezza nel progetto “Sorelle d’Unesco”, la rete che unisce i siti di Puglia e Basilicata al fine di creare una destinazione di forte impatto internazionale attraverso la profilazione di un pacchetto da istituzionalizzare e da veicolare con una proposta concertata tra pubblico e privato», ha detto il Governatore del Distretto Gianni Lanzillotti.
Ad introdurre il tema congressuale, dopo i saluti del presidente del Club di Molfetta Giuseppe Chetta e dell’assessore all’Ambiente del Comune Ottavio Balducci è stato il Past Governor, nonché Istruttore Distrettuale, Rocco Giuliani che ha parlato di una realtà ormai consolidata, ovvero dei Distretti del cibo, un vero e proprio salto di qualità nella gestione delle politiche del cibo in un’ottica di sviluppo trasversale del territorio. In pratica, uno strumento previsto dalla legge di bilancio, utile a garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale. Una progettazione integrata necessaria a garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non delle singole filiere.
Luca Braia assessore all’assessore alle Politiche Agricole Regione Basilicata, nella prima relazione del Forum, moderato dal giornalista del TgNorba, Nicola Mangialardi, ha messo in evidenza l’importanza del cambio di passo che sta affrontando il comparto agricolo e come la parola chiave in tale direzione sia “competitività”, un obiettivo che dovrà essere raggiunto contemperando due esigenze diverse. Da una parte si fornirà un supporto in termini di sussistenza alle aree più interne, anche se meno produttive onde evitarne lo spopolamento. Dall’altra si punterà ad intensificare l’ormai avviato processo di sviluppo crescente della zona del Vulture e del Metapontino. Il PSR (Piano di sviluppo rurale) della Basilicata punterà su tematiche chiave di grande rilevanza. Prima fra tutte la biodiversità. Per farsi scegliere dal mercato bisogna avere il carattere della quasi unicità. E questo di certo non è impossibile in una terra che può contare sulla scarsa antropizzazione come valore aggiunto, su delle condizione meteo-climatiche favorevoli e su una riserva idrica importante. Dunque a compensare la ristrettezza dei numeri in termine di produzione, la politica dei marchi che rende tutto tracciabile, riconoscibile e dunque “affidabile”. Da non trascurare sono i finanziamenti destinati al comparto, raddoppiati rispetto al passato ed elargiti secondo una logica meritocratica basata sulla validità dell’idea imprenditoriale e sulla specializzazione degli operatori del settore. Un’altra tematica su cui l’assessore Braia ha posto attenzione è il triangolo agricoltura, ambiente, turismo, che passa attraverso politiche di marketing orientate a valorizzare non tanto il marchio, quanto la tipicità e specificità del prodotto.
Leonardo Di Gioia, assessore alle Politiche Agricole Regione Puglia ha parlato delle risorse disponibili: 1 milione e 600mila euro di fondi sul cui impiego è necessario trovare un punto di equilibrio tra sviluppo crescente e prospettive di sostenibilità, cosa più semplice a dirsi che a farsi. Ad esempio, sarebbe più giusto dare una spinta per favorire la crescita delle piccole imprese parcellizzando i fondi disponibili in micro finanziamenti o destinare risorse economiche più cospicue a poche e grandi aziende per spingerle verso l’eccellenza? Sarebbe più opportuno incentivare l’espansione di aree sottosviluppate da un punto di vista produttivo o puntare unicamente su territori già fertili e fruttuosi? E ancora. Bisognerebbe finanziare i giovani a prescindere o puntare sull’incentivazione della vocazione agricola, della professionalizzazione e delle idee imprenditoriali. Tutti dilemmi questi che hanno trovato risposta in un PSR che si basa su scelte che possano rendere la Puglia competitiva nel comparto agroalimentare, prima fra tutte l’ottimizzazione di aziende che sanno fare la differenza non solo sul mercato nazionale, ma anche internazionale. Un altro punto cardine è il binomio ricerca-innovazione, fondamentale in un comparto che non è più quello di una volta ma che è radicalmente cambiato. E poi la logica dei bandi si fonderà su un principio meritocratico e non a pioggia, che punterà a non sgretolare i fondi stanziati in piccole fette di attribuzione ma a riservare fette crescenti a chi ha idee vincenti, voglia di portare avanti un progetto di crescita aziendale con passione, dedizione e spirito di competitività.
Sugli “Strumenti operativi sul PSR di Puglia e Basilicata” è intervenuto Pierpaolo Pallara, ricercatore CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) che ha sviluppato un’analisi organica sugli elementi fondanti del PSR. Insomma, una politica di merito che si orienta verso l’idea che la conoscenza vada a braccetto con la crescita delle competenze tanto da rappresentare uno dei binomi utili a raggiungere l’eccellenza dell’agroalimentare.
In conclusione, le esperienze imprenditoriali sono state portate da Marco Saraceno, amministratore delegato “Fattorie Donna Giulia” e Maddalena Pisani, presidente dell’associazione imprenditori di Molfetta.
Nel dibattito è intervenuto il PDG Luigi Palombella che ha richiamato gli imprenditori alla loro responsabilità nell’inclusione sociale, ricordando come anche la visione futura del Rotary preveda uno sviluppo economico comunitario e umano.
E sull’importanza della risorsa umana ha insistito il Governatore Gianni Lanzillotti nelle sue conclusioni con l’obiettivo di assicurare un futuro di crescita al nostro territorio, puntando sull’innovazione tecnologica e sul protagonismo creativo delle nuove generazioni.
Felice de Sanctis
Rotary Club Molfetta